Un grande parco nel cuore di Verona: restituire un pezzo di storia alla città

Un grande parco nel cuore di Verona: restituire un pezzo di storia alla città

Spesso una città cela agli occhi dei propri abitanti vere e proprie ricchezze. Luoghi, angoli, scorci che, per il cittadino, diventano pressoché invisibili e col tempo vengono abbandonati al loro destino. Nella bellissima Verona, uno di questi luoghi è proprio alle porte della città: un pezzo di storia lungo più di un chilometro, che si stende dall’Adige fino a Porta Vescovo. Uno spazio di oltre 260 mila metri quadri, grande come 35 campi da calcio, a ridosso di un tratto di mura.
Ora, dopo una intensa opera di bonificazione e ristrutturazione dell’area e degli edifici storici in essa contenuti, viene restituita ai cittadini una parte di Verona ricca di memoria. Ne parliamo con Stefano Cherubini, amministratore unico di Sarmar, storica società veronese nel settore delle costruzioni, impegnata a realizzare un progetto unico e irripetibile per la nostra città.


A due passi dal centro di Verona sta per nascere una nuova area verde, a disposizione dei cittadini. Il pensiero corre – vista l’importanza del progetto – ai grandi spazi verdi integrati nel tessuto urbano di città come Monaco, Londra, Parigi e New York. Da dove nasce l’idea per un progetto così ambizioso?
L’idea nasce dall’esigenza di riqualificare e restituire a Verona un’importante porzione di tessuto urbano fino a pochi anni fa occupata da una caserma militare NATO. La denominazione Verona Central Park è nata spontaneamente: il parco ha infatti tutte le caratteristiche per rappresentare, a Verona, ciò che Central Park significa, naturalmente in proporzione, per la città di New York: un grande, unico, polmone verde a ridosso del centro storico.

La notevole estensione del progetto

Il progetto si inserisce in un’ottica di recupero e restauro architettonico, che comprende parte delle mura di Verona e il Bastione delle Maddalene.
Verona è Patrimonio Mondiale dell’Umanità non solo per l’architettura e le opere d’arte, ma anche per la sua cinta muraria, ancora completa ed una tra le meglio conservate al mondo. Un patrimonio che va giustamente mostrato e valorizzato.
L’intervento nell’area delle ex-caserme Passalacqua e Santa Marta rappresenta il più grande progetto di riqualificazione urbanistica, all’interno delle mura magistrali, mai realizzato a Verona dal dopo guerra ad oggi. Shakespeare affermava che “non esiste mondo fuori dalle mura di Verona”: ecco, qui siamo all’interno delle mura, realizzate sul finire del 1200 da Cangrande della Scala e successivamente rinforzate dagli austriaci nel 1800.
L’intero progetto di recupero prevede che mura e bastioni, per una lunghezza di ben 1,6 chilometri, vengano riportati agli antichi splendori. Il primo tratto di mura, con il recupero del pregevole Bastione delle Maddalene, è già terminato ed è stato aperto al pubblico qualche mese fa. Vorrei ricordare che anche l’Università di Verona ha da poco inaugurato l’ex caserma Santa Marta, ora nuova Facoltà di Economia e commercio: essa rappresenta un'altra tessera di questo affascinante mosaico che stiamo realizzando.

Il Verona Central Park ha le potenzialità per diventare molto più di un semplice spazio verde: la vicinanza con il centro lo rende un naturale punto d’incontro per molte attività sportive e ricreative. Quali sono i progetti di sviluppo?
Il parco è il cuore di tutta la riqualificazione. Lungo più di un chilometro, va dal Polo Zanotto fino a Porta Vescovo per una superficie di oltre 180.000 metri quadri, con più di 1.000 nuovi alberi a dimora oltre alla tutela del verde preesistente. Uno dei parchi pubblici più grandi d’Europa. Il progetto è di West8 Urban design & landscape, studio olandese tra i più quotati al mondo. Un parco moderno, illuminato e video sorvegliato, con percorsi pedonali e piste ciclabili, aree di gioco e sosta.
Vi invito a visitare il primo tratto di parco, completato e aperto al pubblico lo scorso ottobre. Il parco rappresenta naturalmente un grande contenitore e catalizzatore di socialità e aggregazione: per rilassarsi, per trovarsi, per leggere, giocare, correre, fare sport e assistere a manifestazioni e spettacoli temporanei. Nel parco, nei pressi della nuova facoltà di economia e commercio, verrà realizzata una palestra ed alcune piastre polifunzionali per la pratica di basket, pallavolo, skateboard, e altri sport.
Per coloro che amano pedalare nel verde, una pista ciclabile di 4 chilometri, all’ombra di alberi secolari, attraversa Verona CentralPark. Si pedala in tutta sicurezza fino all’Arena e piazza Brà, il salotto buono della città. La ciclabile raggiunge la nuova facoltà di Economia e la stazione ferroviaria di Verona Porta Vescovo, dove fermano treni per studenti e pendolari. Piacevoli percorsi pedonali invitano al passeggio, alla sosta. Alta sui bastioni serpeggia la passeggiata delle mura: da qui si gode il miglior colpo d’occhio sul parco. E’ un paesaggio nuovo a cui non eravamo più abituati: un centro con pochi edifici e tanta, tanta natura.

Sono già previste iniziative culturali da inserire nel contesto del parco?

Il parco è pubblico, aperto a tutti. Ora è area di cantiere in carico ad ATI, l’associazione temporanea di imprese di cui Sarmar è capofila e mandataria, che ha il compito di realizzarlo. Una volta completato verrà restituito al Comune di Verona che provvederà alla gestione e manutenzione. E’ facile prevedere, data la posizione e le caratteristiche che ne fanno uno tra i parchi urbani più grandi d’Europa, che il Comune lo valorizzerà opportunamente, organizzando eventi ed iniziative culturali durante tutto l’anno.



A chi è stata affidata la progettazione dei giardini?
Concept e progettazione del parco sono stati affidati a West 8 Urban Design & Landscape Architecture, affermato studio olandese tra i massimi esperti internazionali di architettura del paesaggio, con sede a Rotterdam e New York.
Molti i parchi realizzati da West8: Miami, Toronto, Madrid, Londra. Molti i premi e i riconoscimenti ottenuti.
“Il progetto trasforma un sito culturalmente assai significativo, ma da tempo abbandonato, in un nuovo parco urbano che si inserisce armoniosamente nel centro storico della città. Offre un grande spazio verde contemplativo per residenti e visitatori, riscoprendo il valore simbolico e monumentale delle antiche mura di Verona all'interno del panorama della città.”
(West 8 Urban Design & Landscape Architecture)
Il posizionamento delle alberature si ispira allo schieramento delle truppe, a rimembranza di un passato dell’area a forte vocazione militare.

Come si integrano le nuove residenze all’interno del progetto Verona Central Park?

ATI, il consorzio di imprese di cui Sarmar è capofila e mandataria, andrà a realizzare edifici residenziali, commerciali e direzionali.
La prima palazzina è ultimata e sono iniziati i rogiti notarili di trasferimento. A breve daremo il via ai lavori per il secondo lotto residenziale e successivamente verranno cantierati altri edifici.
Contestualmente partiremo con lo sviluppo dei lotti successivi. Il progetto prevede circa 240 unità abitative complessive, tra edilizia libera e convenzionata, negozi ed uffici.
L’area residenziale occupa una parte marginale dell’intera riqualificazione, ed è caratterizzata da piccoli edifici di pregio che ben si integrano nel tessuto urbano storico circostante. Va ricordato infatti che tutta l’area, pur non essendo ztl, è considerata centro storico, ed è quindi soggetta a vincolo e supervisione della Soprintendenza alle belle arti.
La superficie destinata a verde raddoppia rispetto alla situazione precedente, ossia quando l’area era occupata dalla caserma NATO.

Le nuove costruzioni saranno integrate in un progetto dall’anima green. Quali attenzioni sono state poste nell’ottimizzare l’efficienza energetica degli edifici?

Al giorno d’oggi chi compra casa pone giustamente grande attenzione al contenimento dei consumi energetici. Questo è un aspetto sempre più importante, sia a livello di bilancio familiare, per il crescente costo delle fonti energetiche, sia a livello di sostenibilità ambientale, per le sempre più preoccupanti conseguenze legate ad un uso irrazionale delle risorse. Tutti i nostri edifici, avvalendosi delle più raffinate e moderne tecnologie costruttive, rispondono alle più scrupolose esigenze di contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti (con una riduzione fino ad oltre il 70% dei consumi rispetto al patrimonio edilizio esistente). Il documento di certificazione energetica che l’azienda rilascia, attesta la qualità e l’efficacia delle scelte progettuali adottate nella realizzazione dell’intervento, quantificandone i valori in kw/h per metro quadro annuo. In tale ambito i nostri tecnici valutano in sede di progettazione il miglior connubio costi-benefici.
La certificazione valuta l’efficienza energetica delle abitazioni. Gli edifici vengono classificati in categorie, dalla A4 (la più performante) alla G (la meno performante), in funzione del loro consumo energetico per unità di superficie.



Le nuove abitazioni sorgeranno pertanto in un contesto centrale, immerse in un parco dal grande valore, sia sotto il profilo ambientale che del recupero architettonico. Quali altri vantaggi comporta l’acquisto di una casa all’interno del progetto?
Stiamo parlando di un intervento unico, per caratteristiche e posizione. Chi cerca un’abitazione nuova in centro a Verona per forza passa di qui. Ed acquista un pezzo unico, perché altri immobili con simili caratteristiche non verranno più realizzati in futuro, per il semplice fatto che non esistono altre aree così in città. Volendo estremizzare, è come acquistare ed appendere nel proprio soggiorno un Van Gogh: oltre a goderne, si ha la consapevolezza di possedere un oggetto unico, di sicura rivalutazione nel tempo e di eccezionale rivendibilità.
Pertanto i vantaggi non si limitano ad abitare a due passi dal centro in nuove abitazioni dal confort unico e dai bassi costi di gestione, ma comprendono anche una sicura rivalutazione nel tempo dell’investimento.

Purtroppo Veronetta viene talvolta identificata come una zona soggetta a un certo degrado. Come contestualizzate il progetto all’interno del tessuto sociale e urbano?
Sarebbe innanzitutto opportuno fare un’importante precisazione: il quartiere di Veronetta è enorme, va da Santo Stefano (che è Veronetta) al Polo Zanotto, da San Giovanni in Valle a Porta Vescovo. Quando a Verona si parla di Veronetta emergono spesso troppi pregiudizi, identificandola come quartiere poco sicuro e di conseguenza poco ambito. Nulla di più sbagliato. Veronetta è un quartiere meraviglioso, centralissimo, dove la qualità della vita è molto alta. Solo l’ultimo tratto di via XX settembre nei pressi di Porta Vescovo risulta tutt’ora un po’ degradato e malfrequentato. Stiamo tuttavia parlando di una zona notevolmente distante dai nuovi edifici di Verona CentralPark. Siamo inoltre convinti che la riqualificazione dell’area determinerà sicuramente un effetto contagioso positivo anche sulle zone limitrofe.

A quale tipo di cliente si rivolge il complesso residenziale?
Non abbiamo un cliente tipo. Il progetto si rivolge tanto alle famiglie, quanto ai single, alle giovani coppie, ai meno giovani che vogliono godersi il centro città, a chi vuole investire, agli stranieri innamorati della nostra città. Il progetto prevede inoltre alcune realizzazioni in regime di edilizia convenzionata (che non è edilizia popolare, attenzione. L’edilizia convenzionata ha le stesse top caratteristiche dell’edilizia libera col vantaggio di costare meno grazie ad un accordo/convenzione sottoscritto con il Comune di Verona), con prezzi calmierati che permettono l’acquisto ad una larga fascia di portafogli.
Non sarà quindi una gate community per pochi fortunati, ma un vero e proprio piccolo quartiere che nasce. La prima palazzina (nella foto sottostante) ha ricevuto un interesse notevolissimo e tutte le unità sono già state vendute. Lo stesso si sta ripetendo per la palazzina a fianco, attualmente in costruzione, della quale sono già stati venduti la metà degli appartamenti. Questo è per noi un risultato eccellente, e dimostra quanto i veronesi stiano apprezzando i nostri sforzi nel realizzare un progetto importante e di qualità.



La presenza del vicinissimo polo universitario Zanotto comporta un continuo afflusso di giovani in cerca di alloggio. Come valutate la possibilità di acquisto da parte di studenti o di acquirenti che affitteranno a questi ultimi?
La consideriamo certamente una risorsa. Sia perché la presenza dell’università di Verona, con i suoi 25.000 studenti, fa sì che il quartiere sia sempre vivo, dinamico, ricco di iniziative ed eventi. Sia per l’interesse che certamente genera. Pensiamo ad un investitore interessato ad affittare le proprie unità abitative agli studenti, oppure ad un genitore che acquista un immobile al figlio studente universitario.

Il progetto prevede anche una parte di Housing Sociale. Come si sviluppa all’interno del contesto Sarmar?
Il progetto contempla anche la realizzazione di 2 palazzine destinate ad housing sociale (ossia affitto calmierato per particolari redditi e situazioni familiari). La prima, realizzata da Sarmar e pronta ad inizio 2017, conta 24 appartamenti che l’azienda provvederà ad affittare direttamente. La seconda palazzina, per complessivi 32 appartamenti, verrà realizzata ed affittata direttamente da Agec Verona.



Risulta evidente che il progetto è molto ambizioso e punta a creare un valore aggiunto per Verona e per i cittadini.
La vision è quella di dotare Verona, quinta città italiana per flussi turistici conosciuta in tutto il mondo, di un parco urbano tra i più grandi d’Europa, avvicinandola alle grandi città nord europee. Risanando e riqualificando contemporaneamente una grande tessera di città a 400 metri dall’Arena.

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